Lessicografia della Crusca in rete

1) Dizion. 5° Ed. .
GOFFO.
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GOFFO.
Definiz: Add. usato spesso in forza di Sost. Da poco, Semplice, Balordo, Sciocco; e con men grave senso Inetto, Imperito, e simili; detto di persone. Voce che, o col senso di Tozzo, o con quello di Sciocco, o con entrambi, è, con leggiera varietà di forme, comune a quasi tutti i dialetti italiani;
e par derivata da un sostantivo, che potrebbe forse ricondursi al grec. γόμφος(onde il basso lat. gomphus, e il barbaro gumphus e gunfus), Cavicchio, Arpione, Pinolo di strade, e Piccolo pesce, assimilata la m o la n alla f a causa del suono aperto dell'o precedente. Nel provenz. in fatti gofo e gofon, e nel lat. del medio evo gofetus e goffo, goffonis, valevano Arpione, Cardine; nel dialetto milanese goff, e nel siciliano goffu, significano Crespa rigonfiatile, Sboffo; nel dialetto veneto gofo è Piccolo pesce di mare, come in quello bolognese gof vale Ghiozzo. Alcuno ha creduto di poter derivare goffo dal grec. κωφός, Muto, Sordo, Cicco, e figuratam. Stolido. –
Esempio: Med. L. Canz. ball. 37: Come i' veggo tal lunatichi, Muffaticci, goffi, e rozi.
Esempio: Firenz. Comm. 1, 334: E' non è più 'l tempo de' goffi.
Esempio: E Firenz. Sim. 2, 257: E' poeti, Vi dien l'erba alla fin, languidi e goffi.
Esempio: Grazz. Rim. V. 459: Ben saria colui goffo e senza sale, Che l'uomo non dicessi veramente Essere il primo e 'l più degno animale.
Esempio: Cecch. Comm. ined. 47: Con questo vecchio Fo io profession sempre di goffo. F. Che ciarli tu da te di goffo? T. Dico Ch'io son goffo, abbozzato, e non m'intendo Di persone.
Esempio: Ricc. S. Cat. Lett. 49: Io, benchè sia goffa e ignorante, conosco la scala che scende il traditore (il diavolo) per far rovinare questo santo luogo.
Esempio: Tass. Amint. 2, 2: In somma tu sei goffo insieme e tristo.
Esempio: Dat. Vegl. 3, 141: Il perchè, a chi mi domanda a che sia buona la geometria, soglio rispondere: a misurare i goffi; non ci essendo bilancia o passetto che meglio pesi o misuri quanto essi vagliono (parla qui Galileo).
Esempio: Manfred. Scritt. Mot. Acq. 6, 139: Volendo far passar gli altri per maligni, si palesa egli per assai goffo.
Definiz: § I. Pure per Inetto, Sciocco, Sguaiato, detto figuratam. di atto, operazione, parola, discorso, e simili. –
Esempio: Tolom. Lett. 82 t.: Avien talora che, corrotte le buone usanze, gli uomini s'invaghiscono di cose sconvenevoli e goffe.
Esempio: E Tolom. Lett. 83 t.: S'essi intendesseno bene il fatto loro entrarebbono in colera, e castigarebbono questa goffa adulazione.
Esempio: Grazz. Rim. V. 38: Tu credi forse avermi sbigottito Con queste goffe tue magre cruscate?
Esempio: Cecch. Comm. ined. 322: Il semplice Ha usata una goffa dappocaggine.
Esempio: Allegr. Rim. Lett. 159: Tanto mi fanno dire gli spiriti vivacissimi ch'io veggo nelle goffe cose del vostro poeta quasi manovale.
Definiz: § II. Comunemente usasi a significare Che ha forme grossolane e non svelte, Tozzo, e simili; detto di persona, e anche di animali. –
Esempio: Bern. Rim. burl. V. 11: O sacri eccelsi e glorïosi ghiozzi, O sopra gli altri pesci, egregj tanto, Quanto de gli altri più goffi e più rozzi, Datemi grazia ch'io vi lodi alquanto.
Esempio: Guadagn. Poes. 1, 72: Fra lor sempre, benchè goffe e roche, S'invidiano le gazze, i corvi e l'oche.
Definiz: § III. E per estensione, Contraffatto nella persona, Deforme, per ischerzo o capriccio. –
Esempio: Pulc. L. Morg. 19, 136: Margutte.... tolse uno schidone e la padella, Tinsesi il viso, e fecesi ben goffo.
Definiz: § IV. E detto di lavoro d'arte, di proporzione, e simili, vale Rozzamente fatto, Mancante di grazia, o di sveltezza, Brutto, e simili. –
Esempio: Vasar. Ragion. M. 164: Per il che questo animale, che è pur grande, e' velli suoi, che egli ha accanto al collo, sono più goffi che non gli facevano i Greci.
Esempio: Baldin. Vocab. Dis. 170, 1: Si dice [tozzo, o atticciato, maccianghero] a quella figura o edificio, che.... con goffa apparenza e proporzione, pende anzi in grosso e corto, che in sottile e lungo.
Definiz: § V. E figuratam., detto di parole. –
Esempio: Dav. Tac. P. 1, 194: Voce fiorentina non goffa, ma composta ec.
Definiz: § VI. Pur detto di persona, vale figuratam. Che ha maniere grossolane, sgraziate, e simili; Privo di grazia e di gentilezza, Alquanto zotico. –
Esempio: Macingh. Strozz. Lett. 395: Quella [fanciulla] da Vernia mi piaceva; ma ell'hanno del goffo e aria di villa, secondo m'è detto.
Definiz: § VII. E col verbo Restare goffo, Rimanere goffo, si usò, detto di persona, per Confuso, Sbalordito, Stupefatto, Stordito. –
Esempio: Bern. Orl. 5, 52: Rinaldo resta goffo e si dispera, Pensando pur che cosa è questa strana.
Esempio: Cellin. Vit. 100: Quando l'ebbe assai lodato, e coloro spaventati e goffi alla presenza, si volse a me, e disse: Io vi cognosco ec.
Esempio: Grazz. Comm. 182: E poi come farai che non s'avveggano della ragia? F. Ho mille modi da fargli rimanere goffi; ma credo pur che io gli contenterò.
Esempio: Buonarr. Fier. 4, 4, 10: Trasformata La trovo (una grossagrana comprata) in una ben piegata e lustra, E tinta in gengiacquè tela bottana, E resto un goffo.
Definiz: § VIII. Si usò pure per Beffato, Burlato, Scornato, e simili. –
Esempio: Ambr. Cofan. 2, 1: Rimarrà goffo egli, ed io più misero Che mai.
Esempio: Grazz. Comm. 118: Io direi bene d'esser da Ribuoia, se io restassi goffo in una cosa tale.
Esempio: Not. Malm. 1, 288: Corre un detto fra la plebe, che dice: Chi fa a' goffi, e non sa fare, Perde i quattrini e goffo rimane.
Definiz: § IX. Fare il goffo, vale Fingersi balordo. –
Esempio: Tasson. Secch. rap. 8, 35: D'ogni bellica frode era inventore; Ma facea 'l goffo, e si tenea col Papa, E ne la finta insegna avea una rapa.
Esempio: Segner. Crist. instr. 1, 196: Quando [i vostri figli] cagionano de' danni,... gli bravate allora voi,... o pure fate il goffo e fingete di non accorgervi? Se fate il goffo, non vi varrà punto il dire: Io non sono un ladro; perchè ec.
Esempio: Fag. Comm. 1, 169: Ciapo però (com'è proprio di tutt'i villani) fa il goffo, ma pur troppo è accorto e scaltrito.